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Comunicato stampa · 10 settembre 2026

AS Roma, sindacati: “In Regione nessun passo avanti, altri trasferimenti e contestazioni”

Pubblicato in data 10 settembre 2026 · Filcams CGIL Roma Lazio e Fisascat CISL Roma Capitale e Rieti

“Nel corso dell’incontro richiesto e ottenuto presso la Regione Lazio sulla situazione degli oltre trenta dipendenti spostati da Trigoria ai Roma Store, abbiamo registrato, ancora una volta, una sostanziale indisponibilità dell’azienda ad affrontare concretamente le criticità che abbiamo sollevato. Non soltanto: dopo l’incontro l’azienda ha proceduto a un nuovo trasferimento e a ulteriori lettere di contestazione, mostrando ancora una volta una totale chiusura nei confronti di lavoratrici e lavoratori che hanno sempre svolto con dedizione, in questi anni, il loro lavoro nella società As Roma".

È quanto dichiarano in una nota la Filcams-Cgil Roma Lazio e la Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti, sottolineando come “il tema non sia semplicemente quello dello spostamento di sede, ma soprattutto il radicale cambiamento delle mansioni, che determina nei fatti un forte demansionamento e la perdita delle professionalità maturate negli anni. Parliamo di lavoratrici e lavoratori con percorsi professionali consolidati: giornalisti, persone impegnate nella selezione del settore giovanile, lavoratrici e lavoratori che hanno operato nell’ufficio del personale e dipendenti con una lunga anzianità di servizio. Professionalità ed esperienze che vengono oggi impiegate in attività completamente diverse, senza che sia stata garantita la legittima continuità professionale e comunque un’adeguata formazione per le nuove attività che dovrebbero svolgere.

Una riorganizzazione non può tradursi nella cancellazione delle professionalità e nel sostanziale demansionamento di oltre 30 lavoratrici e lavoratori, mettendoli nella condizione di dover scegliere tra accettare mansioni profondamente diverse e rinunciare al proprio percorso professionale: non vorremmo che fossero loro, e magari anche altri in futuro, a dover pagare i cambiamenti dovuti alla progettazione del nuovo stadio.

Dietro questi numeri ci sono persone, storie professionali e vite costruite con impegno e dedizione.

Per parte nostra, resteremo al fianco di queste lavoratrici e di questi lavoratori. Non li lasceremo soli e continueremo a batterci affinché siano rispettati la loro dignità, il loro percorso professionale e il diritto a svolgere un lavoro coerente con le competenze e l’esperienza maturate in tanti anni di servizio.

Chiediamo quindi all’azienda di riaprire il confronto in modo concreto e responsabile, rivedendo le proprie scelte e valutando soluzioni alternative e condivise che consentano di salvaguardare le professionalità maturate, tutelare l’occupazione e garantire il rispetto della dignità delle persone. Una riorganizzazione non può trasformarsi, nei fatti, in un percorso che costringa lavoratrici e lavoratori a rinunciare al proprio ruolo, alle competenze acquisite e al proprio percorso professionale.

La vertenza proseguirà in tutte le sedi necessarie, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete e di tutelare fino in fondo i diritti delle oltre 30 lavoratrici e lavoratori coinvolti”.

Roma, 10 settembre 2026